L’obesità non è solo una questione metabolica, ma una sfida biomeccanica complessa…
• Aumento della base d’appoggio: il paziente tende ad allargare i piedi per cercare stabilità, alterando l’asse di carico naturale.
• Riduzione della fase di volo: il passo diventa più breve e più frequente per ridurre il tempo in cui il peso grava su un solo arto.
• Picchi di pressione anomali: il piede subisce stress meccanici che portano rapidamente a patologie da sovraccarico come fasciti plantari, talloniti e metatarsalgie.
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La distribuzione delle pressioni plantari descrive come il carico corporeo si ripartisce sotto il piede durante la stazione eretta e la deambulazione. Un’alterata distribuzione delle pressioni può generare sovraccarichi localizzati, favorendo dolore, infiammazioni e patologie da stress meccanico.
Sì. Anche in assenza di deformità visibili, un’alterazione biomeccanica dell’appoggio può creare sovraccarichi funzionali. Nel tempo, questi sovraccarichi possono provocare dolore al piede, al tallone, all’avampiede o trasmettersi alle articolazioni superiori.
La valutazione avviene attraverso un’analisi biomeccanica del piede, che può includere esame clinico, analisi statica e dinamica dell’appoggio e strumentazioni dedicate. Questa valutazione consente di individuare aree di sovraccarico e impostare strategie correttive personalizzate.